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    Israele, 60 anni mille storie


    Speciale di Sky TG24 a cura di Renato Coen. Un viaggio tra ebrei ed arabi israeliani, tra integrazione e fanatismo, tra modernità e tradizioni religiose.

    Il servizio è andato in onda il 20/07/2008 e l'ho trovato molto interessante e ben fatto: guardatelo!

     

    Un velo tra noi

    Controcorrente, inchiesta su velo islamico
     
    Cosa pensano gli italiani sul velo integrale e cosa dicono gli imam di alcune delle principali moschee italiane

       

    Viaggio nell’islam italiano – Un'inchiesta condotta dalla trasmissione Controcorrente di Corrado Formigli, approfondimento di SKY TG24, dal titolo “Un velo di noi” ci svela cosa realmente pensano gli italiani sul velo islamico e cosa consigliano gli iman di alcune tra le più importanti moschee italiane. Per scoprirlo due giornalisti di SKY, lei somala, lui iracheno, si sono finti marito e moglie e con una telecamera nascosta si sono introdotti in alcune moschee "calde" di tre città Italiane, quella di Centocelle a Roma, di Varese e di viale Jenner a Milano. Lo hanno fatto camuffandosi da coppia che rispetta integralmente le leggi coraniche, lei con il niqab, il velo integrale islamico, lui con la barba incolta da integralista ortodosso.

    L’ostilità della gente - L’inchiesta di Controcorrente ha evidenziato principalmente il forte disagio che la gente comune dimostra di fronte a un velo integrale, al niqab. Una reazione che spazia tra indifferenza e ostilità e che fa dire ad alcune delle persone coinvolte accidentalmente nell’inchiesta che sono "i musulmani che dovrebbero prendere le nostre usanze, se no tra un po’ saremo noi a prendere le loro". Altri dicono amaramente di sentirsi all’estero e di non "vedere più l’Italia".

    Le parole degli iman - Se la reazione della gente comune appare in gran parte prevedibile, quello che sorprende di più è che nelle moschee italiane il velo integrale viene considerato e imposto come un precetto divino e che simboleggia la penetrazione della sharia, la legge coranica, in vista dell’islamizzazione dell’Italia. A questo proposito appaiono eloquenti le parole di Abu Imad, iman della moschea milanese di Viale Jenner: "A noi la loro democrazia fa comodo, ci è utile come comunità e come individui. In verità, nella terra dei musulmani, se siamo musulmani, dobbiamo farci governare dalla sharia. Mettiamo che il mezzo per raggiungere la sharia di Allah siano elezioni libere o l’esercizio del potere. Mettiamo che i musulmani in Italia siano d’accordo ad istituire la sharia di Allah. E allora… l’Italia diventerà un paese islamico".

    "Qui siamo in trincea" - "L’arma vincente degli estremisti islamici – continua Abu Imad – è la Costituzione Italiana. Il compromesso tra le nostre convinzioni religiose e la democrazia è possibile. La Costituzione è al di sopra di qualunque legge e la Costituzione di questo Paese garantisce la libertà di culto. Perciò una legge che impedisce a una donna musulmana di portare il niqab, il velo integrale, è una legge anticostituzionale. Non venga qualcuno nel nome della libertà a togliermi la mia libertà. Sarebbe contro la Costituzione e i diritti dell’uomo. Anche per Haji Ibrahim, iman della moschea di Varese, "il niqab è un volere di Allah e basta". E poi aggiunge: "Stiamo combattendo una guerra, qui siamo in trincea".

    (5 febbraio 2007)
     
     
    Fonte: Sky TG24