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    La Guerra dei Sei Giorni


    Il 5 giugno del 1967 ebbe inizio la cosiddetta Guerra dei Sei Giorni, che portò Israele a conquistare Gerusalemme est, le alture del Golan, la penisola del Sinai, la Striscia di Gaza e la Cisgiordania.

    Questo documentario della BBC parla del conflitto in maniera estremamente approfondita raccontandolo in tutte le sue fasi, dalle scintille che lo hanno provocato alla conquista di Gerusalemme da parte di Israele.

     

    Di seguito la cronologia degli avvenimenti della Guerra dei Sei Giorni attraverso i flash dell'agenzia ANSA, senza commenti personali. Tratti dal sito Cronologia.it.

    5 GIUGNO 1967 - ore 08.36 - Tel Aviv - Un comunicato ufficiale ha annunciato che violenti combattimenti sono cominciati nel sud dello stato di Israele tra le forze israeliane ed egiziane in seguito a penetrazioni di carri armati egiziani in territorio israeliano con appoggio dell'aviazione. I combattimenti sono cominciati nelle prime ore della mattina.

    ORE 08.59 - Il comunicato, letto da un portavoce militare, afferma che "un aspro combattimento è in corso sul fronte meridionale tra le forze aeree e corazzate egiziane, che si sono spinte verso Israele, e forze israeliane che sono entrate in azione per bloccare la loro avanzata".

    ORE 09.06 - Radio Cairo ha annunciato che Israele ha attaccato la Repubblica araba unita (Rau). La radio ha aggiunto che le forze egiziane stanno resistendo al nemico. (09.06)

    ORE 09.28 - Dalle nove di questa mattina si sentono al Cairo sorde esplosioni. L'allarme aereo è stato dato alle 8.30, ora italiana.
    "Oltre che all'individuata scelta dell'ora del primo attacco, il folgorante successo dell'aviazione israeliana è da ascriversi alla superiore maestria dei piloti e del personale di terra, come pure un'organizzazione di primo piano. Se un osservatore si fosse trovato su un aeroporto israeliano, non avrebbe mai potuto immaginare che gli aerei che vedeva atterrare e dopo 7 minuti ripartire, erano gli stessi che avevano già compiuto una o più missione".

    SCENDONO IN CAMPO GIORDANIA E SIRIA CONTRO ISRAELE
    ORE 11.10 - Amman - Si impegnano anche Giordania e Siria. Radio Amman ha annunciato l'inizio dei combattimenti tra Israele ed Egitto ed ha aggiunto che l'intera nazione araba è ora unita. Re Hussein ha convocato una riunione d'emergenza.

    ORE 11.15 - Damasco - È stato annunciato ufficialmente che la Siria è impegnata nella battaglia contro Israele. Aerei siriani, precisa l'annuncio, stanno bombardando città israeliane. (11.15)

    ORE 12.10 - Gerusalemme - "Siamo stati attaccati" - "Siamo un piccolo paese, ma sappiamo combattere" ha dichiarato il ministro delle difesa Moshe Dayan nel suo ordine del giorno alle truppe; "l'attacco di sorpresa egiziano è un'aggressione contro di noi e noi risponderemo all'aggressione. Il nemico vuole distruggerci. Esso ha mobilitato tutte le sue forze, da Algeri al Kuwait. Soldati, voi siete la nostra speranza. La battaglia aerea e terrestre continua, il risultato finale non è noto, ma noi siamo sicuri di vincere. Non abbiamo conquiste territoriali da fare, ma vogliamo solo difendere la nostra sicurezza".

    ORE 12.28 - Tel Aviv - Alle 11.40 i giordani hanno aperto il fuoco contro il settore israeliano di Gerusalemme. Le forze israeliane hanno risposto. La sparatoria continua.

    ORE 13.48 - Tel Aviv - Tel Aviv - È stato annunciato che parecchi villaggi, kibbutz e importanti località come il centro balneare di Nathanya, a nord di Tel Aviv, sono stati bombardati questa mattina da aerei siriani e giordani. Due aerei Mig giordani sono stati abbattuti. Contemporaneamente, aviogetti giordani "Hunter" hanno attaccato le località di Kfar Yavetz, Mayaln e Far Sirkin, a nord di Tel Aviv.

    ISRAELE SI GIUSTIFICA
    ORE 16.53 - Tel Aviv - "Mai un paese ha fatto uso delle armi per un motivo più giusto e legittimo di quello che costringe Israele a combattere" ha dichiarato in una conferenza stampa il ministro degli esteri Abba Eban. Egli ha aggiunto che il Consiglio di sicurezza dell'Onu e le grandi potenze sono stati informati del fatto che Israele combatte per respingere l'aggressione egiziana, in base all'articolo 51 dello statuto dell'Onu. Il ministro ha aggiunto che le ostilità sono praticamente cominciate con il blocco di Elat e degli stretti di 'Eran nel golfo di Aqaba. Sono seguiti concentramenti "provocatori" di forze armate arabe ai confini di Israele, gli accordi di difesa tra alcuni stati arabi, il desiderio più volte proclamato dai dirigenti arabi di distruggere totalmente Israele e infine, questa mattina, il movimento di aerei e soldati verso il territorio israeliano con il bombardamento di villaggi situati vicino alla striscia di Gaza.
    Alla domanda se gli egiziani avessero superato la frontiera, Eban ha risposto: "I loro proiettili in ogni caso l'hanno superata". Il ministro ha aggiunto che Giordania e Siria sono poi entrate nel conflitto senza provocazione da parte di Israele.

    DOPO L'EGITTO, LA GIORDANIA, LA SIRIA, ENTRA IN GUERRA ANCHE L'IRAQ
    L'ATTEGGIAMENTO DELL'ITALIA - GLI USA NEUTRALI

    ORE 18.05 - Beirut - L'Iraq ha annunciato di considerarsi in stato di guerra con Israele ed ha avvertito che qualsiasi stato il quale aiuterà Israele sarà considerato come paese aggressore della repubblica irachena.

    ORE 19.43 - Roma - Gli ambasciatori d'Italia a Washington, Londra, Mosca e Parigi hanno ricevuto istruzioni telegrafiche dal ministro degli esteri Fanfani di dare comunicazione di un passo compiuto oggi dall'Italia presso i membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu, rispettivamente i governi americano, inglese, sovietico e francese, sottolineando la tesi italiana che tali governi, con l'autorità loro derivante di essere quattro membri permanenti del Consiglio di sicurezza, si devono adoperare affinché il Consiglio prenda le indilazionabili misure per conseguire il "cessate il fuoco" nel Medio Oriente.

    ORE 19.45 - Dopo l'appello rivolto stamane dall'Italia ai governi di Israele e della Rau, per il tramite di nostri ambasciatori, il ministro degli esteri Fanfani ha dato incarico ai rappresentanti diplomatici italiani nelle capitali di tutti i paesi del Medio Oriente coinvolti nella crisi in corso di presentare un analogo amichevole appello anche ai governi di quei paesi.

    ORE 20.03 - Washington - Il portavoce del dipartimento di stato, Robert McCloskey, ha affermato che l'atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti del conflitto nel Medio Oriente è "neutrale nei pensieri, nelle parole e nelle opere". Egli ha aggiunto che "vengono sottoposti ad urgente esame" tutti i programmi militari e civili di aiuti americani ai paesi appartenenti a quella zona e coinvolti nel conflitto.

    ORE 22.53 - Il portavoce ha aggiunto che gli Stati Uniti non sanno ancora chi ha sparato il primo colpo, e che la situazione rimane fluida e confusa. McCloskey ha reso poi noto che manifestazioni antiamericane si sono svolte in numerosi paesi arabi e in particolare a Tripoli e Bengasi in Libia, a Bassora in Iraq, a Damasco, Sanaa, Tunisi e Khartum.

    ANCHE MOSCA CON GLI ARABI CONTRO ISRAELE
    6 GIUGNO ore 01.10 - Mosca - Una dichiarazione ufficiale afferma che l'Unione Sovietica, in linea con la sua politica di aiuto ai popoli vittime di aggressioni e a quelli da poco liberatisi dall'oppressione colonialista, appoggia risolutamente i governi della Rau, Siria, Iraq, Algeria, Giordania e degli altri stati arabi ed esprime la propria fiducia nel successo della loro giusta lotta per l'indipendenza e per i loro diritti sovrani. Condannando l'aggressione israeliana, il governo sovietico chiede che il governo israeliano, come primo passo urgente, ponga fine al conflitto militare e ritiri le proprie truppe dietro la linea stabilita dalla tregua.

    INTANTO PROSEGUONO I SUCCESSI ISRAELIANI
    ORE 02.30 - Tel Aviv - Il capo di stato maggiore israeliano Yitzhak Rabin ha fatto questa notte la seguente dichiarazione: "Le forze israeliane sono entrate nella parte nord della penisola del Sinai. Una colonna ha occupato Rafah e El Arish ed avanza verso Abu Ageila. Un'altra colonna ha occupato Khan Yunis e Direl Balah e combatte alla periferia di Gaza. Nel settore centrale, le unità israeliane hanno occupato Hadj el Hafir e Teramul Bais e sono penetrate nelle difese di Uni Qatif. Nel settore sud sono penetrate nelle posizioni avanzate di El Kuntila. Le forze israeliane hanno catturato un gran numero di prigionieri e ingenti quantità di armi, compresi carri armati e cannoni. L'esercito egiziano ha subito forti perdite, mentre le perdite israeliane sono relativamente leggere. Sul fronte giordano le forze israeliane sono in procinto di accerchiare Jenin ed hanno occupato un certo numero di villaggi e posizioni giordane nella regione di Gerusalemme". "Le forze israeliane hanno inflitto un forte colpo alle forze aeree egiziane, siriane, giordane ed irachene - ha concluso il generale Rabin - ed hanno distrutto 374 aerei e probabilmente altri 35 circa. Le forze aeree israeliane hanno attualmente la superiorità in tutta la regione".

    ORE 14.01 - Tel Aviv - Gli israeliani sono entrati nella città vecchia di Gerusalemme, in territorio giordano, e stanno procedendo ad operazioni di rastrellamento. ORE 14.06 - Il portavoce israeliano ha precisato che Gaza è caduta nelle mani israeliane alle 12.45, ora locale. Con la caduta di Gaza, la maggior parte delle cosiddette "forze palestinesi" di Ahmed Choukeyri sono state imbottigliate dagli israeliani.

    ORE 15.55 - Gerusalemme - E' confermato che forze israeliane sono penetrate questa mattina nel settore giordano di Gerusalemme, appoggiate da mezzi corazzati. Le truppe di Israele sarebbero praticamente in possesso della cosiddetta "città vecchia". A quanto pare, gli israeliani avevano dapprima circondato questa zona, sperando di indurre la guarnigione giordana alla resa, ma i giordani hanno reagito, con la conseguenza che si sono avuti scontri nelle strade. Ora, reparti motorizzati israeliani si starebbero dirigendo in direzione sud, verso Betlemme (la cui caduta è imminente) e Hebron, ricordato dalla sacra scrittura come quello in cui ebbe i natali Abramo. La notizia dell'occupazione dei Luoghi Santi ha suscitato viva emozione in Israele; in particolare è stato appreso con commozione che tra le località occupate figura anche il celebre "muro del pianto", già parte del tempio di Salomone.

    MOLTI PAESI ARABI ANCHE QUELLI NON IN GUERRA ROMPONO LE RELAZIONI DIPLOMATICHE CON ISRAELE, MA ANCHE CON GLI STATI UNITI
    ORE 19.11 - Il Cairo - Radio Cairo ha annunciato che la Rau ha rotto le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti.

    ORE 19.51 - Damasco - Radio Damasco ha annunciato che la Siria ha rotto le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti e con la Gran Bretagna.

    ORE 22.41 - Algeri - Il governo algerino ha deciso la rottura delle relazioni diplomatiche con Washington. La notizia è stata data da Radio Algeri, che ha lanciato un appello alla Libia e all'Arabia Saudita affinché cessino di vendere petrolio agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna.

    INTERVIENE L'ONU PER IL CESSATE IL FUOCO
    7 GIUGNO ore 01.33 - New York - Il presidente del Consiglio di sicurezza Hans Tabor ha presentato un progetto di risoluzione di due soli paragrafi. Il documento chiede l'immediata cessazione del fuoco nel Medio Oriente. Nel presentare la risoluzione, Tabor ha detto che essa è il risultato di negoziati e che ha l'appoggio unanime di tutto il Consiglio. Il progetto di risoluzione è stato immediatamente messo ai voti ed approvato all'unanimità.

    ORE 02.50 Washington - In una dichiarazione trasmessa per televisione il presidente degli Stati Uniti, Johnson ha invitato Israele ed i paesi arabi ad attuare prontamente la risoluzione approvata dal Consiglio di sicurezza che chiede un'immediata cessazione del fuoco.
    Il presidente ha detto: "Il voto del Consiglio di sicurezza apre una via di speranza che ci allontana dal pericolo nel Medio Oriente. Essa rispecchia la responsabile preoccupazione per la pace da parte di tutti coloro che hanno votato in favore. Gli Stati Uniti hanno appoggiato questa risoluzione. Noi speriamo che le parti direttamente interessate agiscano prontamente in conformità con essa".

    ORE 10.11 - Tel Aviv - Un comunicato militare annuncia che colonne israeliane sono oggi avanzate velocemente attraverso il deserto del Sinai e si sono dirette a ventaglio verso il canale di Suez.

    ORE 13.33 - Le colonne avanzano verso il canale di Suez in tre direzioni: a nord verso Al Qantara, al centro verso Ismailia e a sud verso Tawflk, vicina a Suez, all'estremità meridionale del canale. Per la prima volta è stata data notizia dell'impiego di paracadutisti israeliani dietro le linee egiziane nella zona di Uni Kateb. Reparti di paracadutisti sono entrati in azione per distruggere fortificazioni e postazioni di artiglierie egiziane.

    ORE 13.55 - Città del Vaticano - Messaggio di Paolo VI. "Presumendo di mettere ordine e giustizia tra gli uomini, ecco una nuova guerra! Avremmo creduto di non mai più vedere una simile tragedia nella storia presente e futura dei popoli, dopo le terrificanti (e, a giudizio dei saggi, inutili ed assurde) esperienze che, sempre più gravemente, già ben due volte in questo secolo gli uomini hanno inflitto a se stessi. La nostra generazione doveva ben sapere che cosa è la guerra, e che cosa può essere la guerra moderna; ed ecco che pare dimenticata la sua terribile realtà, se ancora si ripone fiducia nella sua cieca e micidiale violenza.
    Si sospendano i bombardamenti, e si riprenda il dibattito delle parole eque e ragionevoli!"

    ORE 16.40 - Tel Aviv - Un comunicato ufficiale annuncia che le forze israeliane hanno occupato la postazione fortificata di Sharm el Sheikh, che domina gli Stretti di Tiran. (16.40)

    ORE 18.21 - Giordania ed Egitto accettano entrambe la proposta del cessate il fuoco.

    ORE 18.21 New York - È stato confermato che la Giordania ha accettato di aderire all'appello dell'Onu per il cessate il fuoco. (18.21)

    ORE 19.18 Secondo voci incontrollabili, la Rau (Egitto) avrebbe accettato l'appello del Consiglio di sicurezza per la cessazione delle ostilità.

    DURA REAZIONE RUSSA
    ORE 19.38 - Mosca - L'Unione Sovietica minaccia la rottura delle relazioni diplomatiche con Tel Aviv se Israele non sospende le ostilità: lo afferma una dichiarazione del governo sovietico diffusa questa sera dalla Tass. Il documento sovietico, indirizzato al governo israeliano, afferma: "Il governo israeliano non tiene conto della "RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA" e continua la guerra contro gli stati arabi. Ciò costituisce una prova supplementare dell'essenza aggressiva della politica di Tel Aviv, la quale spregia i principi fondamentali che governano le relazioni internazionali e non rispetta i principi e gli scopi della Carta delle Nazioni Unite". La dichiarazione quindi afferma: "Se il governo di Tel Aviv non darà immediatamente corso all'appello comune di vari stati per l'immediata cessazione del fuoco, l'Urss rivedrà il proprio atteggiamento verso Israele ed adotterà una decisione sull'ulteriore mantenimento delle relazioni diplomatiche con Tel Aviv, in quanto Israele con le proprie azioni si pone contro gli stati amanti della pace".

    ORE 19.39 - Tel Aviv - Gli israeliani annunciano di aver conquistato una vasta parte della Giordania, comprendente anche la città di Gerico, sulla riva del Giordano. L'annuncio precisa che la maggior parte dell'esercito giordano è stata fatta prigioniera, oltre ad una brigata irachena.

    ORE 22.57 - Tel Aviv - Rabin ha dichiarato questa sera che le forze israeliane hanno occupato anche Betlemme. Secondo fonti militari, reparti israeliani hanno raggiunto il canale di Suez, ma Rabin si è limitato a dichiarare che reparti israeliani si trovano ad una trentina di chilometri dal canale. Dal canto suo, il capo dell'aviazione Mordechai Hod ha detto che finora sono stati distrutti 441 aerei "nemici" e precisamente: 410 il primo giorno, 17 il secondo e 14 il terzo. Il generale ha detto che nella prima giornata di combattimento, l'aviazione israeliana ha attaccato 25 aeroporti. Durante il primo attacco sono stati distrutti 350 aerei in Egitto. Hod ha concluso: "Posso dire che i nostri piloti sono i migliori del mondo".

    8 GIUGNO ore 13.49 - Amman - Re Hussein ha espresso "il proprio dolore per l'atteggiamento di certe nazioni amiche" che hanno abbandonato la Giordania. "Le nostre truppe arabe - ha detto - hanno combattuto coraggiosamente, con decisione e morale altissimo. Gli sforzi della Giordania per difendere il proprio suolo sono degni d'orgoglio. Le nostre forze sono state soggette a tremende incursioni aeree su ogni unità e formazione, giorno e notte, senza interruzione, fino a ieri sera".
    Re Hussein, che indossava l'uniforme ed è apparso affaticato, ha attribuito alla superiorità aerea israeliana la conquista del suo paese ed ha precisato che le perdite subite dalle forze armate giordane sono state "tremende" ed ha così proseguito: " È inutile dire che noi siamo delusi perché questo paese, che noi pensavamo godesse delle simpatie di molti cuori, è stato lasciato pressoché solo dal mondo, dai nostri amici in tutto il mondo, da coloro che appoggiano la giustizia ed il diritto".

    9 GIUGNO ore 04.07 - Beirut- Radio Damasco ha annunciato questa notte che la Siria ha accettato la cessazione del fuoco. Dopo aver ricordato che la Rau aveva accettato l'appello per la cessazione del fuoco, lo speaker ha aggiunto: "In vista del'attuale situazione, la repubblica di Siria ha informato il segretario generale U Thant di aver deciso di accettare l'appello del Consiglio di sicurezza per una cessazione del fuoco, purché l'altra parte faccia altrettanto".

    SULLA GUERRA LAMPO ISRAELIANA
    ORE 07.50 - Washington - I circoli del Pentagono ritengono che la vittoria-lampo delle forze israeliane nella guerra del Medio Oriente abbia fatto storia militare, e studiano gli elementi disponibili per analizzarne cause e fattori. In linea di massima si ritiene che, a parte i fattori psicologici ed umani del formidabile urto degli israeliani, la causa principale dei rapidi successi sia nella distruzione, nelle prime ore del conflitto, delle aviazioni arabe, e successivamente nella grande manovrabilità e flessibilità tattica delle forze terrestri.
    Gli storni degli aerei israeliani, secondo quanto viene riferito in ambienti del Pentagono, sono venuti dal mare, penetrando attraverso brecce radar, giungendo così all'improvviso sopra le basi arabe, dove gli aerei sono stati colpiti a terra. Qualsiasi rete radar, salvo quelle fittissime delle grandi potenze, presenta squarci, ed è possibile che gli israeliani li avessero identificati come corrispondenti ai corridoi di provenienza marittima. Altro elemento del successo israeliano sarebbe stato quello di attaccare poco prima dell'alba. I piloti da caccia egiziani si trovano infatti in difficoltà nei duelli aerei di notte e nella semioscurità".

    ORE 8.33 - Tel Aviv - Il generale Gavish, comandante del fronte sud israeliano - ha comunicato la radio israeliana - ha inviato al generale Rabin, capo di stato maggiore, un messaggio in cui dice: "Sono felice di comunicarvi che le nostre forze si trovano sulla riva del canale di Suez e su quella del Mar Rosso. La penisola del Sinai è nelle nostre mani. Saluto voi e tutte le forze di difesa d'Israele".

    ORE 11.30 - Beirut - Il Comando supremo egiziano ha annunciato che le forze egiziane si sono ritirate sulla parte occidentale del canale di Suez.

    ORE 12.49 - Tel Aviv - Le forze israeliane - ha annunciato un portavoce militare - stanno attaccando da stamani le posizioni siriane lungo tutta la frontiera. Durante tutta la notte e nella mattinata l'artiglieria siriana ha bombardato violentemente i villaggi di frontiera israeliani, dal nord al sud del lago di Tiberiade, e di conseguenza le forze israeliane hanno sferrato un attacco contro le forze siriane da cui partono i tiri.

    ORE 14.57 - Beirut - Radio Damasco ha annunciato che il governo siriano ha chiesto al segretario generale dell'Onu, U Thant, di convocare immediatamente una riunione del Consiglio di sicurezza per discutere il nuovo attacco sferrato dagli israeliani.

    ORE 19.05 - Il Cairo - Nasser ha annunciato le proprie dimissioni nel corso di una conferenza stampa questa sera al Cairo. Nel suo discorso Nasser ha riaffermato che "senza alcun dubbio" gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno aiutato Israele ed hanno fornito aerei da caccia durante il conflitto nel Medio Oriente. "È stato dimostrato - ha detto - che portaerei inglesi e americane si trovavano nei pressi delle coste nemiche per aiutare Israele". Nasser ha affermato anche che "i dirigenti sovietici avevano avvertito la delegazione parlamentare siriana che si era recata a Mosca il mese scorso dei preparativi israeliani in vista di un attacco contro la Siria".

    ORE 19.55 - New York - Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha approvato, all'unanimità, una risoluzione la quale, confermando i precedenti impegni relativi alla tregua, esige l'arresto immediato delle ostilità tra Siria e Israele; essa poi chiede al segretario generale di prendere subito contatto con le due parti interessate per ottenere l'applicazione immediata di quanto deciso e lo invita a riferire entro due ore al Consiglio.
    La risoluzione n. 242 è indirizzata a Israele, e contempla il ritiro dei territori occupati durante la guerra.

    ORE 20.45 - Damasco - La Siria ha annunciato questa sera di aver accettato il nuovo appello del Consiglio di sicurezza per una cessazione del fuoco.

    ORE 21.19 - Dopo la Siria anche Israele ha accettato il nuovo appello del Consiglio di sicurezza per la cessazione del fuoco. ORE 21.20 - New York - Il delegato siriano Georges Temeh ha comunicato al Consiglio di sicurezza che le truppe israeliane sono alle porte di Damasco.

    ORE 22.35 - Il Cairo - Radio Cairo ha diffuso alle 22.15 una dichiarazione del presidente Nasser nella quale annuncia che in seguito alle manifestazioni di simpatia di cui è oggetto, si recherà domani all'Assemblea nazionale per discutere sulla sua decisione di dare le dimissioni.

    10 GIUGNO ore 11.30 - Il Cairo - Nasser ha ritirato le dimissioni da presidente della Rau.
    Lo speaker di Radio Cairo ha detto che la sede della radio è stata sommersa da telegrammi e telefonate di associazioni e organizzazioni della Rau e del mondo arabo che pregavano il presidente Nasser di ritornare sulla sua decisione di ritirare le dimissioni.

    ORE 14.10 - Mosca - L'agenzia Tass informa che il governo sovietico ha deciso di rompere i rapporti diplomatici con Israele.

    ORE 14.56 - Una nota in questo senso, consegnata al governo israeliano, sostiene che le truppe d'Israele agiscono ignorando le risoluzioni del Consiglio di sicurezza per la tregua e che esse stanno ora avanzando in territorio siriano verso Damasco. Il governo sovietico afferma quindi che, alla luce della persistente aggressione israeliana contro gli stati arabi e della grossolana violazione delle decisioni prese dal Consiglio di sicurezza, ha deciso la rottura dei rapporti diplomatici con lo stato di Israele.

    ORE 20.53 - New York - Alle Nazioni Unite si annuncia che la Siria e Israele hanno attuato la cessazione del fuoco.

    7 LUGLIO ore 07.59 - Il ministro israeliano per le questioni religiose, Zerag Warhaftig, ha dichiarato in un'intervista che Israele intende "garantire la sicurezza dei Luoghi Santi ed il libero accesso a questi ultimi per tutti i fedeli delle religioni che considerano santi questi luoghi, senza tener conto del fatto che questi fedeli siano o meno residenti in Israele". Egli ha tuttavia ribadito che l'annessione della città vecchia di Gerusalemme è irrevocabile.

    Il luogo più sacro del mondo (ma anche il più esplosivo)

     
    A Gerusalemme c'è un monte sacro per più religioni. Che vi aspettano il Messia, Gesù e il Profeta.



    Al centro delle tensioni
    La cupola della roccia, alta 35 metri (come un palazzo di 12 piani) svetta sulla Spianata delle moschee. Fu costruita dal califfo Abd al Malik fra il 687 e il 691.



    Una pietra, più significati
    Da qui avvenne la creazione del mondo (per gli ebrei) e Maometto salì al cielo (per l'Islam)
     
     
    Come ai tempi delle crociate, da decenni la tensione internazionale ha un centro nevralgico: Gerusalemme. E Gerusalemme ha un fulcro spirituale, che è anche un "detonatore" di conflitti religiosi. Gli ebrei lo definiscono Monte del tempio (Har ha-Bayt). Gli arabi la Spianata delle moschee (Haram al-Sharif).


    Fedi e invasioni
    E' un altopiano di 144 mila metri quadri che svetta di 20 m sulla città antica. E' un concentrato di fede, miti, amore e odio. Qui sorgeva il primo tempio ebraico. Dopo la sua distruzione, compiuta nel 578 a. C., sorse nello stesso punto un secondo tempio, realizzato dagli Ebrei di ritorno dall'esilio in Babilonia, "liberati" dai persiani. Prima della nascita di Cristo, il tempio fu ampliato da Erode il Grande.
    Ma i Romani di Tito lo distrussero nel 70 d. C. per punire l'insubordinazione dei Giudei.

    Secondo la tradizione ebraica, il primo tempio sorse attorno a una roccia di pochi metri quadrati, dalla quale avvenne la creazione della vita. Su quella stessa roccia Adamo elevò il primo altare a Dio. E sempre su di essa il patriarca Abramo stava per sacrificare il figlio Isacco. Per i musulmani il motivo dell'attaccamento è un altro: da quella roccia Maometto salì su una scala di luce per visitare il Regno celeste, accolto dai profeti e da Allah. In ricordo dell'evento, un califfo fece costruire nel VII secolo una cupola sulla roccia sacra.

    La Cupola della roccia ancora oggi svetta, ricoperta d'oro, su Gerusalemme. Nell'VIII secolo, sul monte fu anche costruita la moschea di Al-Aqsa. Poi ci furono le crociate, ma quando i cristiani lasciarono la Terra Santa, sconfitti da Saladino, la Spianata delle moschee tornò sotto il controllo dei musulmani. Fino alla guerra fra Israele e Paesi arabi del 1967, quando le truppe israeliane piantarono la loro bandiera sulla Cupola della roccia. Moshe Dayan, artefice di quella vittoria avvenuta in soli 6 giorni, fece però togliere la bandiera e si accordò coi palestinesi: loro avrebbero amministrato a livello religioso il Monte del tempio, lasciando libera la visita agli ebrei. Questi avrebbero mantenuto il controllo militare del Monte e svolto le loro pratiche religiose presso il Muro del pianto, dietro cui sorgeva il secondo tempio.


    Bracci di ferro
    Una concessione che però non ha mai raffreddato questo vulcano della fede. Per esempio, la sovranità palestinese sul Monte del tempio è stata indicata come una delle richieste di Arafat che compromisero, nel 2000, le trattative a Camp David fra israeliani e palestinesi. Nello stesso anno, l'arrivo, nella Spianata delle moschee, dell'allora primo ministro Ariel Sharon accompagnato da mille uomini armati, diede il via alla seconda Intifada.
    E di conseguenza alle sanguinose occupazioni israeliane di Gaza e di parte del Libano.


    Profezie pericolose
    Ancora oggi c'è chi coltiva progetti estremi. Il gruppo integralista ebraico dei Fedeli del Tempio, per esempio, vorrebbe la ricostruzione dell'edificio sacro (quindi la distruzione delle moschee della Spianata), dopo il sacrificio di una giovenca rossa: le sue ceneri, impastate con acqua e unguenti, dovranno rendere "puri" i discendenti dei sacerdoti Leviti che ricostruiranno il tempio. Secondo le profezie, ciò dovrebbe favorire la venuta del messia. La ricostruzione del tempio è un obiettivo condiviso da parte della destra Usa, definita "cristiano-sionista": la considera una fase necessaria per il ritorno di Cristo. Secondo questa visione, cristiani ed ebrei saranno impegnati in una battaglia contro l'Anticristo in Terra Santa, come previsto dall'Apocalisse di Giovanni... nonchè dal miliardario americano Jerry Falwell e dall'ex presidente Ronald Reagan che a suo tempo indicarono come Anticristo l'Unione Sovietica, oggi sostituita dal pericolo Islam.

    Idee campate in aria? Forse. Ma la Spianata potrebbe finire davvero al centro di un'apocalisse: le visionarie piogge di fuoco della Bibbia hanno infatti lasciato il posto alle testate nucleari di Israele, Pakistan (paese leader del fronte islamico), India, Cina, Russia e Usa. Ma quale fondamento storico hanno le credenze religiose su questa polveriera che è il Monte del tempio? Grazie all'archeologia e alla lettura critica della Bibbia, oggi si hanno più elementi di un tempo per farsene un'idea.


    Isacco o Ismaele?
    Che la roccia sacra abbia un valore puramente simbolico è evidente a chi riconosce che la vita si è evoluta in milioni di anni dalle forme più semplici a quelle più complesse. Che proprio su di essa Abramo abbia pensato di sacrificare Isacco è una suggestione religiosa altrettanto evidente. Tanto più che, per i musulmani, sul punto di essere sacrificato dal patriarca non fu Isacco, ma l'altro figlio, Ismaele, avuto dalla schiava Agar. E l'episodio sarebbe avvenuto vicino alla Mecca, non a Gerusalemme. I musulmani ne sono così sicuri che hanno dedicato all'episodio un'importante festività, la Festa del Sacrificio (di Ismaele). Due versioni così diverse di una stessa, importante, tradizione non giocano a favore di una conferma storica.


    L'inafferrabile Abramo
    Con buona pace delle 3 religioni monoteiste, che su Abramo non hanno mai litigato, ritenendolo il loro capostipite comune, la figura del patriarca risulta però poco supportata da prove sulla sua reale esistenza storica. La Bibbia lo cita come nato a Ur e residente ad Harran, due città della Mesopotamia, chiamato da Dio a trasferirsi con la famiglia nella lontana terra di Canaan per fondare una grande nazione. "In realtà, le fonti archeologiche dimostrano che gli Ebrei non si spostarono dalla terra di Canaan, cioè dalla Palestina" spiega Israel Finkelstein, direttore del Nadler institute of archeology di Tel Aviv. "Furono frutto di una evoluzione locale e graduale che fece poi sorgere due Stati: il più prospero, Israele, basato sull'agricoltura, e il regno di Giuda, dedito alla pastorizia, con insediamenti più limitati, fra cui Gerusalemme. Fu quest'ultimo a sviluppare la vocazione al monoteismo.

    Nel libro Sulle tracce di Mosè (ed. Carocci), moderna raccolta di studi archeologici e analisi testuali della Bibbia, Finkelstein e il collega Neil Aher Silberman spiegano che quando il regno di Israele fu sconfitto dagli Assiri, il piccolo regno di Giuda elaborò un progetto di unità politica con lo Stato fratello, e di espansione nella regione, sotto la bandiera di un unico Dio. Il suo manifesto politico-religioso era il cuore dell'Antico Testamento, redatto in buona parte nel VII secolo a. C. da un re devotissimo, Giosia.


    Mito e realtà
    E i patriarchi? "Il racconto biblico li colloca intorno al 2 mila a. C.; ma il continuo ricorso nel testo a carovane e cammelli, che dai dati archeologici risultano presenti solo a partire dal 1000 a. C., i rapporti con i Filistei, non esistenti prima del 1200 a. C., e le citazioni di centri urbani non presenti prima dell'VIII sec. a. C., rivelerebbero le molte finzioni letterarie e gli scopi politico-religiosi, più che un corretto resoconto storico sulla genealogia degli Ebrei" aggiunge Finkelstein. La Bibbia, insomma, ha fatto ricorso ai patriarchi, Abramo compreso, per dare radici mitiche alla fondazione di Israele come Stato unitario.

    Attestato storicamente è invece re David, che avrebbe eretto un altare sulla fatidica roccia del Monte del tempio. Della casa reale di David parla infatti un'iscrizione del re di Damasco Hazael, che combattè contro gli Ebrei nell'835 a. C. Molti anni prima, David aveva conquistato Gerusalemme, importandovi il culto di Yahvè dalla città giudea di Hebron.


    Una fine prevista
    E Salomone? "Sulla sua figura storica non esistono prove archeologiche" spiega Mario Liverani, docente di storia del Vicino Oriente all'Università La Sapienza di Roma, autore di Oltre la Bibbia (ed. Laterza). "Ma avere attribuito a un re non così retto come Salomone (con diverse concubine, mogli straniere e politeiste), la costruzione del primo tempio, fa pensare che la notizia sia esatta (se fosse solo un mito, infatti, Salomone sarebbe stato descritto senza difetti, ndr).
    Forse, anticamente, nel tempio erano visibili epigrafi che lo indicavano come fondatore. Ma il tempio non doveva essere per nulla grandioso"

    Aggiunge Finkelstein: "Gli scavi condotti nel XIX e nel XX secolo intorno alla collina del tempio non sono riusciti a identificare tracce dell'edificio sacro.
    Lo stesso vale per il leggendario palazzo reale di Salomone e le grandi stalle". E fa notare Liverani: "Il primo tempio è descritto nella Bibbia come di stile persiano, ma un'architettura del genere emerse molto dopo l'epoca di Salomone (970-930 a. C.). La favolosa ricchezza per cui 'A Gerusalemme l'argento era abbondante come le pietre' (Re 10,27) era solo la rappresentazione di un passato idealizzato, di una mitica età dell'oro".
     
     

    Tratto da Focus



    Nel massimo splendore
    Un modello del tempio di Gerusalemme, che Erode fece raddoppiare nel 20 a. C.
     
     
    Il secondo tempio che sorse a Gerusalemme, nel VI sec. a. C., a cura dei profeti di ritorno da Babilonia, fu quello conosciuto da Gesù: da lì cacciò i mercanti e ne profetizzò la fine (Matteo 24, 1-2). Ma oggi Gesù è di casa nella Chiesa del Santo sepolcro, nella città vecchia. Qui, invece, aleggia il profeta Maometto, stando alla sura XVII del Corano: "Gloria a colui che rapì di notte il Suo servo dal Tempio Ultimo, dai benedetti recinti per mostrargli dei Nostri Segni". La sura si riferisce a un viaggio notturno del Profeta dalla Ka'ba della Mecca (Tempio Santo) alla spianata del tempio di Gerusalemme (Tempio Ultimo). Altri particolari arrivarono dai resoconti posteriori: Maometto avrebbe traversato il baratro infernale per poi salire ai sette cieli. Quando il Profeta si risvegliò alla Mecca, a casa di una cugina, non rivelò se fu un'esperienza reale o un'estasi mistica. Raccontò che l'arcangelo Gabriele lo fece salire su un Buraq (creatura alata simile a un asino e dal volto di donna) che lo portò fino a Gerusalemme. Salendo una scala di luce incontrò i profeti: Gesù lo accolse al 3° livello, Abramo al 7° cielo, prima di arrivare al cospetto di Allah.


    Da Maometto a Dante
    Il racconto si diffuse anche fra i cristiani, in lingua spagnola, con i Libri della scala. Secondo lo storico gesuita don Miguel Asìn Palacios (1871-1944), ispirò la Divina Commedia. E nel 1949 l'islamista Enrico Cerulli dimostrò che esisteva una versione in italiano volgare, compilata dal notaio Bonaventura da Siena, un contemporaneo di Dante.

    Letteratura a parte, studiosi arabi del IX secolo, come Ibn Garir al Tabari e Muhammad al-Bukhari, pensavano che l'ascesa di Maometto fosse stata una visione e non un'esperienza reale. Ma nell'islam è prevalsa la seconda interpretazione.

    Franco Capone
    Tratto da: Focus n. 180 (ottobre 2007), da pagina 28 a pag. 38.

    TEMPIO DI GERUSALEMME Una scoperta che cambia la storia

     
    di Nino Materi
     
    Cercavano l’acqua, hanno trovato un tesoro. All’apparenza sono semplici pietre, ma con quei sassi i sacerdoti del tempio hanno costruito il muro della fede. Mattoni per erigere altari ed elevare anime.
    La scoperta già divide gli archeologi di tutto il mondo: «Resti del Secondo Tempio ebraico di Gerusalemme potrebbero essere stati scoperti per caso nell’area del Monte del Tempio, dove erano in corso lavori per la realizzazione di tubature per un acquedotto». Termini come «potrebbero» e «per caso» non contribuiscono a dare sostanza scientifica all’evento, ma certo non azzerano la suggestione del ritrovamento.
    Uno dei ricercatori, il professor Gaby Barkai, ha raccomandato al governo israeliano di «bloccare i lavori perchè gli scavi hanno portato alla luce un imponente muro lungo sette metri». Si tratta del muro del secondo Tempio di Salomone costruito nel 515 a.C e distrutto nel 70 d.C. dall’imperatore romano Tito? Mistero.
    L’area interessata, approvata dall’ufficio islamico per gli Affari religiosi, si estende per un metro e mezzo in profondità e cento metri di lunghezza; nella zona, conosciuta in tutto il mondo islamico come «Spianata delle Moschee» (terzo luogo sacro per l’Islam dopo la Mecca e Medina) si trovano anche la Moschea di Al-Aqsa e la Cupola della Roccia: gli ebrei la chiamano Monte del Tempio o Monte Moriah e qui - secondo la leggenda - sorgeva il secondo Tempio, ricostruzione del primo, distrutto dal babilonese Nabucodonosor.
    Echi del passato che oggi rimbombano in un mix di politica, integralismo e teologia nelle parole del capo del movimento islamico nei Territori, Shaikh Raed Salah: «Israele vuole costruire un tempio ebraico sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme, quella che per gli ebrei è il Monte del Tempio». Secondo quanto riporta il quotidiano Yedioth Ahronoth, l’esponente religioso ha chiesto in una lettera ai sovrani arabi e ai leader dei paesi musulmani di «impedire la divisione della moschea di Al Aqsa tra ebrei e islamici, poiché gli israeliani vogliono realizzarvi il loro “tempio immaginario“».
    Insomma, la scoperta dei nuovi resti sacri avrebbe innescato un «conflitto di interessi» storico-religiosi di difficile soluzione.
    La struttura composta dalla Moschea di Al Aqsa e dalla Cupola della Roccia si sviluppa esattamente sopra il Muro del Pianto, il luogo più sacro agli ebrei, e il sospetto di Salah - convinto che l’intero complesso di Al Aqsa appartenga ai musulmani - è che Israele «stia cercando di espropriarne una parte».
    Certezze non ce ne sono, se non quelle che vengono dagli antichi testi secondo i quali il Tempio di Gerusalemme fu realizzato per ospitare l'Arca dell'Alleanza ed era considerato dalla religione ebraica l'edificio sacro più importante. Almeno, questa è la tesi sostenuta nella Bibbia. Una trama avvincente fatto di vendette e distruzioni. Cliccatissima su Wikipedia.
    Secondo l’enciclopedia virtuale il Primo Tempio fu costruito dal Re Salomone (nel X secolo a.C.) per poi venire completamente distrutto da Nabucodonosor II nel 586 a.C.; il Secondo Tempio fu eretto invece al ritorno dall'esilio babilonese a partire dal 536 a.C.: i lavori terminarono nel 515 a.C., mentre il restauro eseguito da Giuda Maccabeo risale al 164 a.C..
    Nelle religioni monoteiste il Tempio di Gerusalemme ed il luogo dove questi era costruito ha una grande importanza per le tre religioni monoteiste: ebraismo, cristianesimo ed islam.
    Con la distruzione del Secondo Tempio, nella religione ebraica, ebbero termine i sacrifici che solamente nel tempio si compivano e scomparve il ruolo del sacerdozio che lì esplicava la sua attività. La distruzione del Tempio segna quindi una tappa cruciale nella costituzione del giudaismo, così come è oggi conosciuto, con una pratica di culto pubblico non più sacrificale ma incentrato sul culto sinagogale.
    Il Muro occidentale, detto anche Muro del Pianto, luogo di preghiera e di pellegrinaggio dopo la distruzione del Secondo Tempio, è diventato dopo il 1967 come una vasta sinagoga a cielo aperto.
    La maggior parte degli ebrei religiosi non si recano sulla spianata delle Moschee, luogo del Tempio, per evitare di mettere piede sullo spazio sacro del Santo dei Santi.
    Una guerra di religione destinata a riemergere anche dagli scavi archeologici.